Ci speravamo un po’, ma non ci contavamo. Tutto comincia un anno fa quando Angelina Jolie, invitata al Congresso di Washington a un dibattito parlamentare sul ruolo dei governi e dell’impresa privata nella lotta contro l’Aids, fa amicizia con Jonathan Klein. Sudafricano, fondatore e amministratore delegato dell’agenzia fotografica Getty Images e, per origine familiare e impegno personale (è nel consiglio di amministrazione della Global Business Coalition On Aids), attivista umanitario.
C’è il suo zampino, forse, quando Angelina, in cerca di privacy nelle ultime settimane della sua pubblicizzatissima gravidanza, decide di rifugiarsi in Namibia. C’è il suo zampino, sicuramente, quando Angelina e Brad - per far arrivare donazioni alla causa, e al contempo togliersi di dosso i paparazzi - decidono, a fine aprile, di posare tra le dune africane con i due figli adottivi e il pancione di otto mesi, e di distribuire le foto proprio attraverso Getty. Che si limita a coprire le spese e devolve tutto il guadagno in beneficenza.
Per l’Italia viene scelto Vanity Fair. E, a pubblicazione avvenuta, la Getty ci fa pervenire, a nome di Klein, di Angelina e di Brad, i complimenti per il modo in cui le foto sono state pubblicate, e per il testo (di Gad Lerner) che le accompagnava. Eppure. Ci speravamo un po’, ma non ci contavamo. Neanche quando avevamo ricevuto la notizia della nascita di Shiloh Nouvel, la figlia di Pitt e Jolie, e ci era sembrato prevedibile che l’operazione-foto-beneficenza scattasse di nuovo.
Non ci facevamo troppe illusioni: i soldi sono soldi, soprattutto quando li si raccoglie per un motivo sacrosanto, e sapevamo che ci sarebbe stata un’asta cui molti giornali avrebbero voluto partecipare. La telefonata è arrivata lunedì mattina, con la copertina già in stampa. Tale era la delicatezza della faccenda, talmente alto il rischio di email dirottate e foto rubate, che Laura Ronchi, l’agente italiano di Getty, non ci ha voluto mandare nulla: siamo dovuti andare noi nella loro sede dove, in videoconferenza con Londra, abbiamo visto, per pochi attimi, le prime foto di Shiloh Nouvel. Mancava solo l’Fbi a proteggere il segreto.
La richiesta era sostanziosa ma equa: Getty voleva che fossimo di nuovo noi a pubblicare le immagini. Nel giro di un paio d’ore, fermata la stampa e smontata la vecchia copertina, abbiamo firmato il contratto e ricevuto le foto. Che qui vedete in anteprima mondiale, nello stesso giorno in cui le vedono i lettori americani di People. Se siete di quelli che non ne possono più di Brad e Angelina, portate pazienza. Noi ci speravamo un po’, ma non ci contavamo. E siccome i soldi finiranno per una volta anche nelle tasche giuste, siamo orgogliosi di esserci riusciti.
Luca Dini
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